Mobilità sostenibile
Lotta allo smog, pronti 500 milioni
per le principali città italiane
Il Mase stanzia nuovi fondi per trasporti più puliti. Piemonte riceve 60 milioni per Torino e altre città
Gilberto Pichetto Fratin, ministro dell'ambiente (Giuliano Del Gatto, Imagoeconomica)
500 milioni per respirare meglio. È questa, in sintesi, la promessa del nuovo Programma nazionale per la mobilità sostenibile firmato ieri dal Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica. Il piano punta a cambiare il volto – e l’aria – delle grandi città italiane, da troppo tempo prigioniere del traffico e dello smog. Dietro i numeri, c’è l’obiettivo di rispondere alla procedura d’infrazione aperta da Bruxelles per il superamento cronico dei limiti di polveri sottili e biossido di azoto, ma anche di imprimere un «cambio di passo», come lo definisce il ministro Gilberto Pichetto Fratin, in una delle partite più complesse della transizione ecologica: quella che passa per la quotidianità dei cittadini, per gli autobus, le piste ciclabili, la logistica urbana.
Al Piemonte arriveranno 60 milioni di euro, una quota importante per una delle regioni più colpite d’Italia, dove le pianure chiuse e la densità di traffico rendono cronico l’inquinamento atmosferico. Torino, Alessandria, Asti, Cuneo e Novara saranno i poli principali di un programma che promette di coniugare ambiente, salute e sviluppo urbano. Non si parla più solo di rottamare vecchi veicoli o distribuire bonus, ma di ricucire un sistema di trasporti che da anni mostra le sue crepe: linee ferroviarie locali insufficienti, trasporto pubblico in affanno, mezzi inquinanti che continuano a dominare la scena.
Il decreto del Mase, concertato con tutti i ministeri competenti, rappresenta il tentativo più ambizioso degli ultimi anni di spostare la politica ambientale dalle intenzioni agli interventi. Le risorse, destinate ai Comuni capoluogo con oltre 50.000 abitanti e alle Città metropolitane, finanzieranno il potenziamento del trasporto pubblico locale, della mobilità collettiva – anche condivisa e a chiamata – e della logistica urbana sostenibile. In parallelo, saranno promossi piani di mobility management per ridurre il traffico privato e un pacchetto di incentivi a favore di chi sceglie forme di spostamento più leggere, dalle biciclette agli scooter elettrici.
«Con questo decreto mettiamo a disposizione risorse significative per aiutare le città più esposte all’inquinamento atmosferico a cambiare passo», ha dichiarato Pichetto Fratin, sottolineando come investire sulla mobilità sostenibile significhi «tutelare la salute dei cittadini e rendere i centri urbani più vivibili e moderni». Il ministro ha parlato anche di una «fase due» del piano, che coinvolgerà i centri minori, a conferma di una visione più ampia che guarda oltre i grandi poli.

500 milioni Stanziamento totale nazionale
60 milioni Quota per il Piemonte
50.000 abitanti Soglia minima comuni
5 città Poli principali piemontesi
A rafforzare il valore politico del provvedimento arrivano anche le reazioni dalle Regioni. «L’attenzione del Governo e del ministero dell’Ambiente verso la tutela della salute e il risanamento dell’aria si conferma con i fatti. Lo stanziamento di 500 milioni di euro per la mobilità sostenibile nelle grandi aree urbane è una notizia eccellente», commenta l’assessore regionale all’Ambiente del Veneto, Elisa Venturini. Secondo Venturini, il decreto risponde direttamente alle esigenze di territori complessi, segnati da elevata urbanizzazione e pressione emissiva. «Il ministro Fratin ha dato un segnale di grande pragmatismo: sappiamo che la sfida contro lo smog non si vince con i soli divieti, ma con investimenti strutturali che offrano alternative concrete ai cittadini».
Le risorse, con il chiaro obiettivo di ridurre le emissioni in atmosfera, permetteranno – prosegue l’assessore – di potenziare il trasporto pubblico locale, la mobilità condivisa e il mobility management, rendendo le città più moderne e meno inquinate. Un passaggio centrale del decreto è il coinvolgimento dell’Anci, chiamata a coordinare l’attuazione degli interventi: «Spesso i Comuni si trovano a gestire sfide ambientali enormi con risorse limitate. Grazie a questo fondo potranno accelerare il ricambio tecnologico e la gestione intelligente dei flussi di traffico».
Per il Piemonte, i 60 milioni di euro rappresentano una dote consistente ma anche una sfida. Torino resta una delle città più inquinate d’Europa, con un parco auto tra i più vecchi e livelli di Pm10 che superano regolarmente i limiti di legge. L’obiettivo dichiarato è intervenire sui nodi strutturali della mobilità, riducendo emissioni e congestione nei territori a maggiore domanda di spostamenti. Una parte delle risorse potrebbe essere impiegata per l’elettrificazione della flotta dei bus, l’estensione delle zone a basse emissioni e la creazione di nuove connessioni tra aree urbane e periferie. E proprio su questo terreno si giocherà la credibilità del piano: la capacità di dimostrare che la transizione ecologica può produrre benefici tangibili nel breve periodo, restituendo fiducia ai cittadini.

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