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09 Gennaio 2026, 18:47

Vino

Crisi Terre d’Oltrepò, possibile svolta con Collis

La cantina commissariata potrebbe ripartire con la cooperativa veneta

Crisi Terre d’Oltrepò, possibile svolta con Collis

Alessandro Beduschi, assessore Regione Lombardia (Clemente Marmorino, Imagoeconomica)

Il futuro di Terre d’Oltrepò, la più grande cantina cooperativa della Lombardia, è a un punto di svolta dopo il vertice convocato per giovedì 8 gennaio in Regione dall’assessore all’Agricoltura Alessandro Beduschi. Dall’incontro è emersa la possibilità di trovare rapidamente una soluzione definitiva per l’azienda, con un ruolo diretto o di supporto di Collis Veneto Wine Group, cooperativa con oltre 2 mila soci, 6mila ettari vitati e un fatturato superiore ai 200 milioni di euro. 

Il coinvolgimento di Collis sarà valutato sulla base della compatibilità con Terre d’Oltrepò, che ha attraversato una profonda crisi culminata nel commissariamento dell’estate 2025. L’ispezione ministeriale aveva rilevato gravi problemi economico-finanziari legati a cali produttivi, tensioni interne e rischi per le vendemmie future, che avevano portato alle dimissioni del Cda e all’impossibilità di nominarne uno nuovo.

La fragilità finanziaria si riflette ancora su soci e lavoratori: per la vendemmia 2024 i conferitori avrebbero dovuto ricevere circa 7 milioni di euro, mentre finora è stato erogato solo un acconto di 10 euro al quintale su 160 mila quintali di uva. Per la vendemmia 2025 sono stati conferiti 50 mila quintali in piena liquidazione coatta amministrativa. Un’assemblea sindacale ha inoltre riportato la proposta – giudicata “azzardata” – di un utilizzo temporaneo del Tfr dei lavoratori per coprire i debiti verso i fornitori. Intanto, la Regione ha fissato un nuovo incontro entro fine mese, con l’obiettivo di garantire la continuità operativa della cantina e assicurare che sia pronta per la prossima vendemmia.

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