Zaia sancisce la pace con Salvini: «Non si mette in discussione la sua leadership»
Colloquio tra i leghisti del Nord alla cerimonia per le Olimpiadi di oggi a Roma. L'ex governatore veneto: «Non si è parlato del mio futuro»
Luca Zaia e Matteo Salvini. Fonte: Imago Economica.
«Io vicesegretario della Lega? Leggo anch’io queste cose, ma non sono io il promotore di questo. Non si mette in discussione la leadership di Salvini, ci saranno modalità nel tempo per ascoltare anche istanze come queste. Dopodiché voi conoscete la mia posizione rispetto al modello Csu e Cdu». Luca Zaia si schermisce così, a margine della cerimonia per l’arrivo della Fiamma Olimpica di Milano-Cortina, nel cortile del Quirinale. L’ex governatore del Veneto, fresco del risultato record che lo ha riportato in Consiglio regionale con oltre 200 mila preferenze, si presenta sorridente e misurato, ma perfettamente consapevole che i riflettori sono puntati (anche) sulla partita interna alla Lega.
All’evento, dove è arrivato anche il vicepremier Matteo Salvini, non è passato inosservato il lungo colloquio tra i big del partito: oltre a Zaia, il governatore lombardo Attilio Fontana, quello del Friuli-Venezia Giulia Massimiliano Fedriga e il presidente della Provincia di Trento Maurizio Fugatti. Un quadrilatero leghista che ha inevitabilmente alimentato ipotesi e retroscena, ma che Zaia spegne con naturalezza: «Ma no, assolutamente, abbiamo parlato del futuro, della possibilità di crescere ancora, di fare un bel lavoro con la Lega e delle istanze che devono essere assolutamente raccolte da tutti i territori per rappresentare fino in fondo i bisogni dei cittadini».
Nessuna strategia, nessuna investitura mascherata, assicura. Eppure, mentre al Quirinale si accende simbolicamente il cammino verso le Olimpiadi invernali del 2026, fuori dai palazzi la discussione interna corre veloce. La raccolta firme partita da Brescia per chiedere la nomina di Zaia a referente del Nord, iniziativa lanciata dal segretario cittadino Michele Maggi e già in espansione in altre province lombarde, è pronta a diventare tema centrale nel consiglio direttivo della Lega lombarda dell’11 dicembre, messo all’ordine del giorno dal segretario Massimiliano Romeo.
Fontana, che non cita mai apertamente Zaia ma lascia intendere di guardare con simpatia all’ipotesi, lo dice chiaramente: «Sono una persona che ritiene che le proposte del territorio debbano essere valorizzate. È una richiesta che va esaminata e capita. Credo che si possa fare qualche discussione». Una riflessione che si inserisce nel solco tracciato anni fa dalla stessa Lega, quando fu creato il ruolo per il Sud: «Se è stato nominato per il Sud, credo che altrettanto, e forse a maggior ragione, debba essere nominato per il Nord», osserva il governatore.
Zaia, intanto, osserva senza esporsi troppo. Da settimane è aggiornato sull’evoluzione della raccolta firme, ma non dà segnali. Alla finestra, ma non disinteressato, forte di un consenso personale che lo rende figura inevitabile nelle discussioni sul futuro del partito. Lo conferma anche Massimiliano Fedriga, presidente del Friuli Venezia Giulia, che frena su un suo possibile ruolo di vicesegretario ma ammette che «il consenso ricevuto in Veneto è straordinario» e che Zaia resta «un valore aggiunto per il partito».
Il punto, però, rimane sempre lo stesso: Salvini non sembra intenzionato a toccare gli equilibri della Lega. Il leader ha già respinto l’idea di adottare il modello dei cristiano-sociali tedeschi e anche la proposta, più morbida, che sale da Brescia per ora non lo convince. I suoi collaboratori lo ribadiscono anche dopo la cerimonia al Colle: Salvini e Zaia «continueranno a lavorare fianco a fianco», ma il partito non sta discutendo di riorganizzazioni. E infatti il diretto interessato liquida tutto con una scrollata di spalle. «Però, insomma, in questo momento non stiamo parlando di questo. E non abbiamo parlato di questo», ribadisce. Come dire: il futuro può aspettare, almeno per oggi, mentre la fiamma olimpica comincia il suo viaggio.
1 BOX
Alla cerimonia della Fiamma Olimpica al Quirinale presenti Salvini, Zaia, Fontana, Fedriga e Fugatti. Il loro confronto prima dell'inizio dell'evento ha riacceso il dibattito sulla riorganizzazione del Carroccio al Nord. Intanto prosegue la raccolta firme per indicare l’ex governatore veneto quale referente: l’ipotesi approderà al direttivo lombardo dell’11 dicembre.
2 BOX
Il pressing dal territorio cresce, ma Zaia pare prendere tempo. E così i big del Carroccio mantengono oggi il punto sull’unità del partito.

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