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Selene Seliziato

05 Dicembre 2025, 19:25

Riforma della giustizia, Forza Italia avvia la campagna per il sì al referendum. E così ‘brucia’ Fdi

Corteo di Forza Italia a favore del referendum. Fonte: Adobe Stock.

Corteo di Forza Italia a favore del referendum. Fonte: Adobe Stock.

Forza Italia rompe gli indugi e apre la campagna elettorale per il sì al referendum sulla giustizia, ultima sfida prima delle Politiche del 2027. Schiererà tutta la sua macchina organizzativa collaudata per anni: dai gazebo agli spot, dai convegni alle piazze battendo a tappeto il territorio e sostenendo la nascita di altri comitati, in aggiunta a quello guidato da Francesca Scopelliti che ha già sponsorizzato. In più, a gennaio una doppia iniziativa a Roma e Milano, e forse anche al sud (Napoli?), nel weekend del 24 e 25 gennaio scelto per ricordare il giorno in cui Silvio Berlusconi scese in campo.

"Abbiamo massima libertà di iniziativa. Anche un comitato di quartiere va benissimo", sorride Francesco Paolo Sisto, che fu legale di Berlusconi e oggi viceministro della Giustizia e in primissima fila per la causa. L'essenziale, per FI, è muoversi in autonomia, fedele all'imprinting dato storicamente dal Cavaliere per la separazione delle carriere e che ora non può finire in ombra. Tanto più di fronte al "comitatone" fortemente voluto dai meloniani, come voce unica della coalizione pro riforma, ma che rischia di fagocitare gli altri.

Così, in effetti, è stato percepito dagli azzurri, che martedì scorso hanno partecipato a una riunione convocata da FdI nella sua sede di via della Scrofa. Da qui la scelta di fare chiarezza, dentro e fuori il partito, con un documento approvato all'unanimità dalla segreteria degli azzurri convocata oggi da Antonio Tajani. Scegliendo di mettere in grassetto alcune parole, il testo ricorda che la separazione delle carriere "rappresenta da sempre una bandiera per FI, che ne rivendica orgogliosamente la primogenitura".

E parallelamente, in un messaggio più rivolto agli alleati che all'interno, enfatizza il primato: "Siamo stati i primi a ritenere giusto che su una legge così importante si dovessero esprimere i cittadini" e per questo, "insieme agli altri partiti della maggioranza, abbiamo chiesto il referendum in Cassazione". Tajani quindi incarica Giorgio Mulè di coordinare il partito sulla 'sfida madre', affiancato dai parlamentari Enrico Costa e Pierantonio Zanettin.

Parte così una campagna elettorale di partito che coinvolgerà esponenti della società civile disponibili a promuovere comitati cittadini per il sì. Paletti piazzati per fugare i dubbi dopo la riunione nel quartier generale di FdI. La stessa a cui ha partecipato Isabella Bertolini, ex forzista e oggi consigliera laica del Csm. Una presenza che la maggioranza descrive come assolutamente silente e di ascolto, ma che diventa miccia per le opposizioni.

"Una cosa gravissima", per Peppe De Cristofaro di Avs che contesta: "Era una riunione politica e non un convegno" da cui i componenti di autorità indipendenti "dovrebbero astenersi". Bacchetta la scelta pure Debora Serracchiani del Pd: "L'ennesimo episodio che dimostra l'analfabetismo istituzionale di questa destra", trattandosi in quel caso di "incontri riservati di partito in cui con il sottosegretario con delega ai servizi, si pianifica la campagna per il Sì", dice alludendo ad Alfredo Mantovano.

1 BOX

Gli azzurri accelerano sul referendum giustizia con comitati e iniziative autonome e si smarcano dal ‘comitatone’ proposto da Fratelli d’Italia.

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